Italiane alla Riscossa: Nanny Italiane all’Estero

ITALIANE ALLA RISCOSSA

di Adelaide Cacace

Nanny Italiane All’Estero

Nel corso degli ultimi 15 anni nei quali mi sono occupata di ricerca e selezione del personale domestico qualificato lo scenario dei candidati che ho colloquiato è profondamente mutato .

L’inizio del nuovo millennio ci vedeva ancora lontani dalla crisi e una crescente fetta di famiglie utilizzavano personale straniero spesso convivente come domestiche e tate, si trattava prevalentemente di persone provenienti dalle Filippine o da Perù ed Equador , ma dove comunque non mancavano rappresentanze di Sri Lanka , India , Brasile .

Negli ultimi cinque anni prima timidamente poi in misura sempre più importante le italiane hanno iniziato a proporsi . L’area dove inizialmente si sono andate a collocare riguarda quella del “child care” a partire dalle puericultrici fino alle super nanny che ormai ci sono richieste dalla Svizzera al Medio Oriente alla Russia.

Cosa rende vincenti le tate italiane all’estero e come quali sono le aspettative delle famiglie che si rivolgono ad EuroPlacements è presto detto : le tate che selezioniamo hanno spesso un livello culturale alto sono laureate in Scienze dell’Educazione , Scienze della Formazione , Psicologia ….  sanno cucinare mediamente bene e quello che per noi è un medio livello per molti stranieri corrisponde ad un livello di cucina eccellente , sono accudenti con i bambini ed infine , ma non meno importante sono persone che curano il proprio aspetto e si presentano molto bene . Parlo, riferendomi a candidate che fanno della professione all’interno delle famiglie una scelta consapevole e che lavorano sulla propria professionalità facendo formazione , imparando l’inglese per essere competitive e scelgono solo esperienze lavorative coerenti che migliorano la propria “expertise”.

Esiste un’altra fetta di candidate italiane pronte a proporsi per qualsiasi nostra ricerca che vive quelle stesse posizioni di tata convivente come un ripiego e che purtroppo non ha titoli ne esperienze e spesso neanche inclinazioni , ma in questa professione forse più che in altre e indispensabile avere una “vocazione” chiara ed univoca, per chi lavora seguendo le nostre famiglie all’estero in misura ancora maggiore è un po’ come fare il marinaio sulla nave che è sia nostro luogo di lavoro sia la nostra casa sia la nostra famiglia.

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